Per creare edifici, strutture e città che siano in grado di dare valore all’abitare con la persona al centro di tale esperienza, è necessario che lo sviluppo delle città sia sostenibile, ovvero, che le generazioni che usufruiranno oggi di tale sviluppo urbano, non abbiano compromessa la possibilità futura di poter soddisfare i propri di bisogni.

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La prima risorsa dell’Edilizia 0.0 risiede nelle possibilità tecnologiche di azzerare i consumi dell’edilizia stessa. Azzerare ogni tipo di vettore energetico necessario al funzionamento ed all’uso degli spazi abitativi, lavorativi, di ricezione e di servizio.

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Edilizia 0.0 significa anche accettare, provocatoriamente, che la filiera dell’immobiliare è ben lontana dalla possibilità di agganciare la trasformazione massiva che sta maturando attraverso quella che oggi è chiamata “ l’industrializzazione 4.0”.

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La creazione di nuovi modelli industriali di gestione e la creazione di prodotti e servizi innovativi, capaci di incarnare nel territorio le più innovative tecnologie, sono le prerogative che possono rendere possibile la trasformazione massiva del mercato immobiliare secondo quella che definirei “edilizia 0.0”.

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La nanotecnologia è la scienza della manipolazione della materia nell’ordine di grandezza dei nanometri, cioè milionesimi di millimetro. Le nanotecnologie sono già presenti nella vita di tutti i giorni: dai nuovi farmaci (chemioterapici compresi) ai cosmetici, dai detersivi alla produzione di energia alternativa.

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La stampa 3D ed ormai anche 4D, è una tecnologia trasformativa che di fatto ha inciso e continua ad incidere, forse, in modo prevalente su di un livello personale più che aziendale. Tuttavia sta iniziando a fare anche il suo ingresso anche nell’industria dell’edilizia.

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Lo scorso 15 novembre si è svolto il primo evento italiano Active House. Con un seminario scientifico, nel quale si è parlato di tecnologie innovative per l’edilizia, di nuova approccio olistico al mercato immobiliare, di qualità e comfort dell’abitare, di nearly Zero Energy Building, di energy-Plus, di BIM e algoritmi di calcolo dinamico, l’Active House Italia ha iniziato la sua avventura nel mondo dell’industria immobiliare.

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Ha aperto la sessione, moderata dal prof. Fabio Bandirali (Chairman di Federimmobiliare), l’Ing. Massimiliano Caruso, Ceo di e-HOME. Massimiliano ha parlato di come le tecnologie esponenziali e le nuove generazioni nativo-digitali, che useranno tali tecnologie, potranno cambiare radicalmente il mondo dell’edilizia e dell’immobiliare. Infine ha lanciato la nuova vision di e-HOME, spiegando, come le parole chiave della V edizione di Rebuild, “digital, circular e social”, potranno essere il fondamento per la nuova “Edilizia 0.0”. L’edilizia del futuro a zero consumi, zero scarti, zero emissioni in atmosfera, zero inefficienze e zero discomfort.

Dopo il Ceo di e-HOME si sono alternati Gaetano Galliolo (Ceo di Nidyon), Luca lavinci (Area Manager di myGekko) e l’Ing. Stefano Faganello (Direttore Tecnico di Nilan by Exrg) illustrando le ultime tecnologie utilizzate nel sistema di costruzione e-HOME. Poi è stato il turno dell’Arch. Fabio Baldo (Head of Design and Innovation di e-HOME). Fabio ha presentato alcune best practice di edifici e-HOME monitorati.
Ha chiuso la sessione il Prof. Guenther Gantioler (Presidente del Global Passive Building ed Head of Research di e-HOME) raccontando come, e perché, e-HOME ha deciso di adottare la nuova certificazione ActiveHouse, che dallo scorso mese di Maggio è presente anche in Italia con la nuova associazione Active House Italia, membro dell’Alliance Active House internazionale.

Martedì 21 giugno, #Rebuilitalia ha dedicato un’intera sessione, della kermesse di #Rivadelgarda, alle innovazioni raccontate da alcuni protagonisti del team di e-HOME by Aakhon.

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Sono diverse le esperienze italiane che evidenziano la capacità del nostro sistema produttivo di affrontare l’industrializzazione delle costruzioni. Ne citiamo due a riferimento di due approcci: la via della grande impresa manifatturiera centralizzata con connes­sioni globali, Manni Group, e il percorso di una innovativa rete di imprese, Aakhon, in grado di capitalizzare eccellenze disperse, ma capaci di integrarsi per rispondere alla necessità di innovare sul piano del prodotto come su quello del processo.

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